Il Colibrì
Nota editoriale: questa fiaba è un inedito di dicembre 2025, non compare nel volume “Le fiabe di Vale”.
Turchese, rosa, giallo, verde, blu, arancio… Tutti rimasero ad ammirare quel minuscolo punto iridescente avvicinarsi librandosi sullo sfondo blu del cielo.
«Arriva!» esclamarono tutti in coro.
Era una ventata di allegria, gioia, felicità, era la pace e il buon umore, la soluzione ad ogni problema, il buon auspicio, la positività in ogni situazione. Anticamente gli avevano attribuito delle doti sacre: lo sapevano bene i Maya che lo consideravano un messaggero degli Dei. Era il più piccolo di tutti, quasi invisibile e, pur apparendo tutto fuorché un simbolo di forza fisica, era il più amato e rispettato: perché combatteva con la forza interiore, con l’intelligenza e con i sentimenti. Era un faro per tutti coloro che lo incontravano.
Quel giorno giunse a sorpresa, quasi sentisse nell’aria un richiamo di aiuto. Si posò sulla corolla di un fiore coloratissimo, succhiò il nettare e, carico di energia, iniziò a guardarsi intorno. Si sentiva osservato: tutti si erano radunati intorno a lui e lo fissavano, quasi a chiedere udienza. Non chiese nulla, non aveva bisogno di chiedere, capiva: la sua profonda empatia lo guidava verso le situazioni di necessità.
Una catastrofe stava per abbattersi sul pianeta Terra: sarebbero spariti tutti i colori! I fiori, gli arcobaleni, le farfalle, le piume degli uccelli, i pesci variopinti, i tramonti e le albe…tutto sarebbe stato incolore. Le emozioni e lo stupore davanti a un’esplosione di tonalità sarebbero sparite.
Come comunicarlo a quell’essere speciale dai mill ecolori che tutti stavano osservando?
«Lo faccio io» disse un bimbo con un cagnolino in braccio. «Io non ho la vista ma il mio cagnolino mi aiuterà a comunicare. Per me tutto non ha colori però mi aiutano i profumi, i rumori… non è poi così difficile».
La creaturina tutta variopinta, sentendo le parole del bimbo, pensò che tutto questo allarme fosse esagerato. Forse i colori sarebbero spariti perché Madre Natura, offesa dalle troppe barbarie, si voleva ribellare?
Si posò sulla spalla del bimbo che percepì immediatamente la sua leggerissima presenza per via del rapidissimo battito di ali, e gli disse: «Possiamo evitare che questo accada? Dovremmo tutti quanti colorare un pezzo di mondo ed evitare che i colori spariscano».
«Ma io non so cosa sono i colori» rispose il bimbo.
«Tu vedi il mondo con i tuoi colori, ogni creatura vede i colori che vuole, talvolta intensi, altre volte sbiaditi, altre ancora in bianco e nero, o in certi momenti solo nero», spiegò la creatura dai mille colori al bimbo.
Il bimbo perplesso decise di affidarsi a queste parole e aiutare a colorare la Terra.
«Tu occupati dei tuoi amici bimbi, e chiedi a ciascuno di colorarne un pezzo, a modo proprio, in base a come lo immagina. E io farò lo stesso con gli animali della Terra», suggerì la minuscola creatura.
Partirono entrambi per questa importante missione.
Gli animali, temendo la sparizione di ogni colore, si misero all’opera.
La giraffa si offrì di colorare tutto ciò che stava in alto. Le foglie delle piante, stanca di vederle verdi, le fece a strisce, scatenando le ire della zebra che si vide confusa. La zebra decise allora di ridipingere il proprio mantello con i pois e divenne finalmente: UNA ZEBRA A POIS! Proprio come nella canzone. La giraffa, noncurante della polemica dei piani bassi, proseguì nel compito che le era stato affidato. Colorò le nuvole di blu, mandando questa volta in confusione tutti i volatili. Aquile, gabbiani, colombe, falchi, pettirossi, fringuelli, cinciallegre, usignoli non capirono più nulla: «Noi attraversiamo le soffici nuvole bianche! Se le colori di blu non capiremo la differenza tra nuvole e cielo», borbottarono contro la giraffa. Lei replicò di riempire il cielo con altri colori, e così ogni volatile si elevò in volo e iniziò a lasciare scie di diverse tonalità. Il cielo divenne un arcobaleno perenne.
La voce si stava spargendo e anche nei mari giunse l’invito a colorare le acque per evitare che tutte le loro sfumature sparissero. In soccorso arrivarono anche le bellissime Sirenette che decisero di colorare gli oceani con colori adamantini, trasparenti e lucenti. Giunsero puntuali le balene, i delfini, gli squali e tutti gli altri pesci del mondo acquatico che non capendo quanto stava accadendo iniziarono a interrogare le Sirenette: «Grazie alle acque così trasparenti, i coralli e la vegetazione colorata sui fondali spiccheranno in modo più visibile, e l’uomo, se proverà a inquinare le acque, verrà scoperto immediatamente. I pesci già variopinti coloreranno tutte le acque e ogni relitto presente sui fondali sarà ben visibile». I pesci iniziarono a specchiarsi in acque cristalline e i loro bellissimi colori resero gli oceani variopinti.
Il mondo si stava trasformando in una tavolozza di colori e la speciale creatura ammirava compiaciuta quel risultato. Tutti gli animali collaborarono e, seppur brontolando tra loro, erano accomunati da un unico obiettivo: salvare il pianeta dall’oblio che l’assenza di colori avrebbe causato.
Sul fronte degli esseri umani, il bimbo coinvolse tutti i bimbi in questo meraviglioso progetto. I genitori si intromisero più volte, rischiando pure di fare danni: pensavano che i bambini avrebbero dovuto colorare con le pitture chimiche, senza capire che il mondo lo avrebbero colorato con la loro allegria, la loro semplicità, il loro entusiasmo, la loro voglia di giocare, di scherzare, di ridere, di non prendersi sul serio.
A opera conclusa, tutti gli animali e tutti i bimbi, anche quelli speciali, insieme all’iridescente creatura e al bimbo che non vedeva i colori, si riunirono ad ammirare il risultato: un pianeta dai colori capovolti, acque trasparenti e cielo variopinto, nubi blu, foglie a strisce, animali a pois; un rimescolamento di colori, in cui ognuno aveva pennellato il mondo per come lo vedeva e immaginava. Solo una cosa non era stata toccata, visto quanto era già meravigliosa: l’alba, con le mille sfumature dell’oro, simbolo ogni giorno di speranza e di rinascita.
La creatura, sbattendo velocemente le ali, si posò sulla spalla del bimbo e gli sussurrò: «Sei stato coraggioso. Hai affrontato un’impresa senza averne i mezzi e l’hai resa un successo».
Il bimbo emozionato le chiese: «Rimarrai sempre con me?».
«Tu ora non hai più bisogno del mio aiuto. Forse qualche altro bimbo o animale mi sta cercando, per questo devo andare», rispose lei.
Il bimbo, incuriosito da quell’essere speciale che tutti attendevano e pochi riuscivano a vedere, si accorse di non sapere il suo nome: «Ma tu chi sei?»
La creatura rispose: «Il Colibrì».
